Grassi, oli e tribologia: cosa usare sui tecnopolimeri
Un grasso "universale" preso dallo scaffale dell'officina può distruggere un ingranaggio in tecnopolimero in poche ore. Non per eccesso di lubrificazione, ma per incompatibilità chimica. Sapere quali lubrificanti scegliere, e quali evitare, è la differenza tra una trasmissione che dura anni e una che si incrina senza preavviso.
I tecnopolimeri sono autolubrificanti?
POM-C e PA6 hanno un coefficiente d'attrito a secco contenuto, che consente il funzionamento senza lubrificazione esterna in molte applicazioni leggere. Con un lubrificante compatibile, l'attrito si riduce ancora in modo netto. Meno attrito significa meno calore generato, meno usura e una vita utile sensibilmente più lunga.
Per gli ingranaggi in tecnopolimero, il Molykote G-4500 è il lubrificante di riferimento che utilizziamo. A parità di coppia, regime e condizioni di esercizio, la durata in ore aumenta in modo significativo rispetto alla marcia a secco. I valori di coppia riportati nelle tabelle del catalogo si riferiscono al funzionamento a secco. Considera questo dato come la base di partenza, non il limite superiore.
Quando lubrificare conviene comunque
Anche dove la marcia a secco è tecnicamente possibile, una piccola quantità di lubrificante compatibile estende la vita utile dell'ingranaggio del 50-100%. Il rapporto costo/beneficio è quasi sempre favorevole.
Lubrificanti consigliati: PTFE, silicone, litio
Per i tecnopolimeri ci sono tre famiglie principali di lubrificanti compatibili. I grassi a base di PTFE (politetrafluoroetilene, noto come Teflon) sono la prima scelta: chimicamente inerti, stabili in temperatura, compatibili con POM-C, PA6 e PK. I grassi al silicone sono altrettanto compatibili e particolarmente indicati per applicazioni a basse temperature o con polimeri sensibili ai solventi. I saponi al litio sono una buona alternativa per impieghi industriali standard, economici e largamente disponibili.
| Famiglia lubrificante | Compatibilità POM | Compatibilità PA6 | Note d'uso |
|---|---|---|---|
| Grasso PTFE (Teflon) | Eccellente | Eccellente | Prima scelta universale |
| Grasso silicone | Eccellente | Eccellente | Ottimo a basse temperature |
| Sapone al litio | Buona | Buona | Economico, generico |
| Idrocarburi aromatici | PROIBITO | Sconsigliato | Stress cracking sul POM |
| Additivi EP forti | PROIBITO | Sconsigliato | Aggressione chimica |
Lubrificanti da evitare
Alcuni lubrificanti eccellenti sugli ingranaggi metallici sono incompatibili con i tecnopolimeri. I grassi contenenti idrocarburi aromatici provocano lo stress cracking: il polimero sviluppa micro-cricche superficiali che si propagano sotto carico fino alla rottura fragile. Il POM-C è particolarmente sensibile a questo meccanismo di danno.
Gli additivi EP (Extreme Pressure), formulati per resistere ai contatti metallo-metallo ad altissima pressione, possono attaccare chimicamente i polimeri. Prima di usare qualsiasi lubrificante non verificato su un ingranaggio in tecnopolimero, controlla la scheda tecnica del prodotto.
Non usare lubrificanti "universali" o grassi da manutenzione generica senza aver verificato la compatibilità con il materiale. Un lubrificante sbagliato può compromettere l'ingranaggio in poche ore, senza segnali visibili prima della rottura.
Quanto e ogni quanto lubrificare
La quantità di grasso da applicare è modesta: pochi grammi distribuiti uniformemente sui denti. Lubrificare in eccesso non porta vantaggi: il grasso in eccesso si accumula nelle cavità, intrappola particelle di sporco e può causare surriscaldamento localizzato.
Per gli intervalli di rilubrificazione, come punto di partenza considera ogni 1.000-3.000 ore di esercizio in condizioni standard. Aumenta la frequenza in ambienti polverosi o ad alta temperatura.
Se hai un lubrificante di scorta in officina e non sei sicuro della compatibilità con il tecnopolimero del tuo ingranaggio, scrivi all'ufficio tecnico prima di usarlo. Verifichiamo insieme la scheda tecnica e ti indichiamo l'alternativa giusta.